Cooperativa di Antropologia Aperta

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Anthropology and methodology? 5 Replies

Started by Luca Guiduzzi. Last reply by Luca Guiduzzi Oct 10, 2009.

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Comment by Samuele Poletti on December 1, 2010 at 12:18am
Ciao!
Qualcuno sa per l'antropologia alpina quale possa essere in Italia la sede che maggiormente si occupa di questo argomento?

Grazie!
Comment by Riánsares Gómez Olmedilla on November 15, 2010 at 7:38pm
Ciao a tutti!
sono Rian, una antropologa spagnola che se mette in questo gruppo perchè veramente amo Italia, e sopratutto perchè sto pensando in farmi un dottoratto di ricerca là. Se avete qualche informazione... siete benvenuti!
Comment by Lucia Galasso on March 27, 2010 at 1:43pm
Antrocom Onlus offre un premio di laurea per tesi in antropologia culturale o biologica, le iscrizioni scadono il 30 giugno, maggiori info qui: http://www.antrocom.org/2010/03/20/premio-di-laurea-antrocom-2010/
Comment by Lucia Galasso on January 1, 2010 at 11:07am
Anno nuovo e nuove opportunità di "ri-innovare" la nostra professione. Un primo passo sarebbe quello di iscriversi al Primo Annuario Antropologico Italiano nato dalla cooperazione tra Antrocom Onlus e Altravista Editore, questo il link http://www.antrocom.org/annuario/
Il servizio è del tutto gratuito.
Intanto Buon anno a voi tutti! :)
Comment by michele fontefrancesco on January 1, 2010 at 1:41am
solo una piccola riflessione legata a quello che vedo accadermi attorno negli ultimi giorni:


Pochi giorni fa, camminavo per strada. Era mattina, circa le nove. La città era deserta, addormentata dopo un venerdì sera di bagordi. Ad un tratto un uomo, barba lunga, vestito spiegazzato ed unto, mi ferma. Guardandomi con occhi spiritati, non si sa se per furor religioso od impeto post-alcolico, mi cerca di convincere che la fine del mondo è ormai prossima, che i mari stanno per sommergerci, che il fuoco arriverà dal cielo, che l’anticristo cammina in mezzo a noi, che l’effetto serra è un castigo divino.

Un incontro casuale, probabilmente di quelli che non lasceranno traccia nella storia dell’umanità, ma ai miei occhi illuminante, nella sua straordinaria ordinarietà.


Negli ultimi anni, si è andata ad affermare nella retorica mediatica occidentale il topos dell’imminente apocalisse ambientale.

A partire dai discorsi politici per arrivare ai colossal hollywoodiani, abbiamo sentito e visto immagini di disastri ambientali e dei loro possibili futuri effetti sul mondo e sul genere umano. Negli anni ‘80 il dibattito pubblico si legò al buco nell’ozono, negli anni ’90 all’effetto serra, nell’ultimo quinquennio al riscaldamento globale. Lentamente negli ultimi decenni sembrerebbe che in settori sempre più ampi dell’opinione pubblica sia cresciuta l’apprensione e la paura per queste trasformazioni naturali innescate dall’uomo.

Il summit di Copenaghen che si è chiuso il 18 dicembre iniziò con manifestazioni di piazza in tutt’Europa, in cui la cosiddetta “Onda Blu” richiedeva l’attenzione dei “potenti” su questo tema; chiedeva una risposta concreta: “fatti e non pugnette”. Alla base di questa mobilitazione straordinaria, la paura verso il domani, verso una trasformazione climatica globale, “che rischia di spazzare via la vita umana” per parafrasare Al Gore. In questo senso , si è andato ad associare al riscaldamento globale l’immaginario apocalittico di Giovanni, dove il mondo, alla vigilia dell’ultima battaglia, è sconvolto da terremoti ed uragani. Si è quindi arrivati all’implicita conclusione che sul tavolo della diplomazia non ci sia soltanto il problema oggettivo di dover affrontare un mutamento geografico naturale che inevitabilmente metterà in discussione la mappa mondiale del potere e dell’economia, bensì vi sia davanti a noi il bisogno di scongiurare, o almeno ritardare, l’apocalisse biblico.

Ad alimentare questa generale sensazione apocalittica si può aggiungere l’attuale crescente sfiducia verso il potere politico e le istituzioni che si è andata a manifestare sempre più apertamente dal post 9/11. Crollato il bipolarismo mondiale urss-usa all’inizio degli anni ‘90, dopo l’euforia economica e la difficile negoziazione del potere nel mondo post-socialismo, il 2001 è stato un momento di svolta nella storia mondiale. Questa nuova epoca sembra preannunciarsi come l’evo in cui la politica da difficoltoso processo dialettico, fatto di confronto e scontro tra ideologie, si sia trasformata in pura gestione del consenso da parte di una classe politica che basa le proprie azioni sulla necessità di esser rieletta e precise volontà economiche e politiche. Questa è una nuova forma di politica che è percepita da sempre più ampi segmenti della società come “corrotta”, ma nel contempo irreversibile. Parallelamente alla sfiducia verso il potere, dalla retorica mediatica i leader mondiali sono sempre più presentati come cinici anticristi o profeti, mentre terroristi ed immigrati non occidentali sono ritratti come le di orde di Gog e Magog: infedeli, terribili e in qualche misura deformi, riecheggianti. Inutile sottolineare che questo non faccia che ulteriormente accentuare il generale clima apocalittico in cui viviamo.


Son tanti gli elementi, dei quali qui solo accenno brevemente ad alcuni, che fan intravedere come stiamo vivendo più o meno inconsciamente un nuovo millenarismo. Laddove nel X secolo erano gli ungari ha far tremare le masse e la religione a confortare, oggi ci sono nuovi pericoli e nuovi placebo a curare ed ad accrescere le angosce. Aspettando la fine del mondo, ogni giorno diventa un’angoscia nell’attesa dello squillo dell’ultima tromba; ogni mattino ci sembra sottratto un po’ della nostra vita; ogni ora ci sembrano sfuggire di mano opportunità e soluzioni; ogni attimo esser sempre più condannati ad una tragica fine. Questa spirale d’angoscia, però, non è inarrestabile. Basta riconoscere che quello che abbiamo davanti non è l’apocalisse, ma un’altra sfida, e che ogni giorno una nuova soluzione può esser trovata ed un nuovo passo avanti può esser fatto verso un mondo un po’ migliore.
Comment by Gabriela Vargas-Cetina on October 14, 2009 at 8:33pm
Bella questa idea! Auguri tanti.
Comment by M.Chiara Miduri on October 14, 2009 at 3:41pm
Salve a tutti!
Persa nei meandri del social-networking sono finalmente rientrata alla base su OAC! Grazie @Cosimo per l'invito a unirmi nel gruppo.
Comment by Cosimo Lupo on June 2, 2009 at 10:57pm
beh, è una lunga storia.. Un paio di settimane fa qualcuno su Twitter (forse @kerim Friedman, per primo) ha avuto l'idea di creare una sorta di "American Anthropological Association" (AAA) alternativa, che fosse aperta a tutti, gratuita, senza barriere nazionali o persino disciplinari, nello spirito di un'antropologia "aperta" e che sapesse fare uso delle più recenti tecnologie delle comunicazioni. Si sono passati al vaglio diversi possibili nomi per questo progetto ma alla fine ha prevalso "Open Anthropology Cooperative", ma non so chi lo ha proposto per primo. Credo sia possibile rintracciare la discussione su Twitter Search mettendo come chiave di ricerca "#oaa".. Oppure su http://www.thememorybank.co.uk/?q=node/148 (il blog di Keith Hart - @johnkeithhart) si può trovare la discussione che è seguita a quella originaria su Twitter e da cui infine è nata OAC.
Io purtroppo in quei giorni non ero in Italia (in vacanza alla faccia di Twitter al Cairo e dunque senza internet).
Comunque immagino che "cooperativa" stia appunto ad indicare il fatto che è un'associazione di tipo non gerarchico, ma strutturata e organizzata per così dire "dal basso", o in ogni caso qualsiasi forma di gerarchia è dettata più da considerazioni di tipo pratico-organizzativo piuttosto che dall'autorità, ed è sanzionata collettivamente, rigorosamente revocabile e a tempo determinato...
Spero di averti risposto.
Ciao Chiara, e benvenuta!
Comment by Philip Carl SALZMAN on June 2, 2009 at 8:24pm
Bravo, Cosimo! Grazie mille per questa iniziativa. Niente male qui. Adesso, proviamo trovare piu italifoni antropologi.
Comment by Cosimo Lupo on June 2, 2009 at 2:37pm
to acknowledge is a transitive verb, therfore "I acknowledge Stacie the credits of..."

Isn't it ironic that I write about English grammar just on the italian OAC group?!
 

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